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I Sogni durante il lockdown

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Da sempre l'attività onirica ha interessato  poeti, filosofi e scienziati. Il fascino del mondo dei sogni, con i suoi misteri, attrae culture e discipline diverse. Da un punto di neuropsicofisiologico l'attività onirica, specifica del sonno REM, riguarda quella fase del sonno, generalmente rappresentata nella seconda parte della notte, in cui si presenta una quasi completa perdita di tono della muscolatura volontaria e durante la quale si verifica l’attività onirica più intensa. Oggi sappiamo che la funzione dei sogni è  proprio quella di elaborare le emozioni, le situazioni complesse, gli eventi negativi, le preoccupazioni e i ricordi per ognuno di noi significativi. Il sogno, quindi, agisce come una terapia notturna.  Questa primavera ci siamo trovati a vivere un'esperienza unica per la nostra epoca, la pandemia della SARS-CoVid-2. Gli effetti di questa malattia sono stati, per molti pazienti, drammatici. Inoltre la paura di infettarsi e la difficoltà a gestire il lo...
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  Storie inenarrabili. Ci sono storie inenarrabili e non sempre sono cruente, anche se a volte lo sono. Sono inenarrabili perché non esistono parole per descriverle. Ci sono immagini o frammenti di immagini. Anche gli odori risultano sconosciuti, si mescolano a immagini sfocate, senza contorni. Quando niente di tutto questo non avresti mai potuto aspettarti. Ci sono suoni che nessun pentagramma potrebbe mai riprodurre, nessuno strumento suonare, esistono solo nei tuoi ricordi, e appartengono a storie inenarrabili. Allora non sai come raccontare, come spiegare quello che senti, anche le emozioni risultano vuote…  "Vorrei poter proiettare immagini, sensazioni fisiche, odori e suoni su uno strumento ancora inesistente che possa decodificare la mia mente e liberare la mia anima”. (Paola Foggetti, in stampa) --------------------------------------------------------------------- In psicoterapia, ho sempre sostenuto che il lavoro sulle capacità pe...

Interazioni Cuore/Cervello: le nuove frontiere in neuro-psico-fisiologia

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In che  modo l’attività fisiologica del cuore interagisce con le funzioni del cervello umano? E, al contrario, quando e come le funzioni fondamentali del  nostro cervello, quelle emotive, cognitive e comportamentali interagiscono  con le attività autonomiche del “sistema cuore”? In altre parole,  il cuore e  il cervello come comunicano? Quando e in che modo il contesto affettivo e  sociale diviene importante in questa interazione?  Il XXI secolo tira le fila  sugli sviluppi compiuti dai numerosi studi della neurofisiologia,  psicofisiologia e neuroscienze cognitive. L’interesse è rivolto a comprendere  i meccanismi che legano i processi funzionali di regolazione mente-corpo  intrasistemici e intersistemici in un’ottica neurobiologica, psicologica e  sociale. In questa direzione e nell’ambito delle interazioni cuore-cervello,  è estremamente interessante la  Teoria Polivagale di S. Porges (Porges,  2001-2007)...
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IL TEMPO NON CURA TUTTE LE FERITE : I TRAUMI SINGOLI E CUMULATIVI Un carico di eventi traumatici nella vita aumenta ulteriormente il rischio di sviluppare un Disturbo da Stress Post Traumatico (di tipo complesso). In riferimento ai traumi, il detto: “il tempo cura tutte le ferite” è falso, per questi motivi: 1)       Le ferite non sono tutte uguali. Le ferite di eventi abnormi, che producono effetti traumatici, è bene curarle subito per non rimanere intrappolati nella sofferenza del passato, mentre la propria vita continua a scorrere; 2)       L’età della persona influisce, in modo variabile, sugli effetti di un evento traumatico; 3)       Le risorse necessarie disponibili (interne ed esterne), per gestire e per superare un evento  traumatico, non sono sempre efficaci o possono risultare assenti; 4)       I traumi cumulativi e ripetuti (sia nei bam...